Identità di genere

 Definizione

L’American Psychological Association definisce l’identità di genere come il senso intimo, profondo e soggettivo di una persona di appartenere a un genere con il quale si identifica: uomo, donna o genere alternativo.

L’identità di genere non deriva dal sesso biologicamente assegnato alla nascita: genere esperito e sesso assegnato possono coincidere o differire. 

Tutte le società usano delle categorie per definire l’appartenenza ad un genere, ma non in tutte le società si utilizzano quelle che noi conosciamo (maschio e femmina). Le categorie usate dalla società di appartenenza possono influenzare lo sviluppo della propria identità di genere e far sentire sbagliato chi non si identifica in nessuna delle due categorie o chi prova una differenza tra sesso assegnato e genere esperito.

La discrepanza percepita tra sesso assegnato biologicamente e quello esperito non causa necessariamente una sofferenza emotiva (disforia di genere).

 L’identità di genere è fluida

 Il termine cisgender identifica chi non prova discrepanza tra genere esperito e genere biologico. Al contrario si parla di transgender, per quanto non tutte le persone interessate vi si identificano.

Siamo soliti guardare le situazioni attraverso la lente della nostra società che identifica il genere in maschio e femmina. Tuttavia l’identità di genere si esprime lungo un continuum, non è stabile nel tempo né categoriale. Trovare un’etichetta di genere porta però a definirsi e costruirsi la propria identità. Ecco perché il linguaggio si sta evolvendo con nuovi termini per definire il genere esperito.

Per chi si riconosce nella categoria assegnata – e quindi maschio o femmina – può sembrare superfluo voler dare  un nome a un senso che non si ritiene comune. Per chi non può definirsi, invece, è legittimo poter parlare di sé riconoscendosi in ciò che dice.

Sesso biologico e genere esperito

La maggior parte dei bambini si identifica in modo automatico in un genere o nell’altro, ecco perché per molti è difficile pensare che l’identità di genere abbia un suo sviluppo. Già da bambini, però, si può percepire una differenza tra il sesso assegnato biologicamente e quello esperito. Le persone che hanno vissuto questo dilemma fin da bambini hanno presente che l’identità di genere non è una cosa così automatica, ma una che si costruisce.

Già tra i 2 e i 4 anni un bambino può dire di appartenere al sesso opposto o di non essere né maschio né femmina. Per chi non si identifica con il sesso biologicamente è urgente trovare un modo di definirsi e costruire la propria identità.

Identità di genere diversa dal genere biologicamente assegnato: è patologica?

La discrepanza tra identità di genere e genere biologicamente assegnato non è patologica. Se la società in cui viviamo dà per scontato che coincidano è facile ritenere anormali coloro che invece avvertono una sostanziale differenza di fondo.

Questa discrepanza può essere fonte di disagio e sofferenza psicologica.  La persona si sente confusa, non accettata, o è lei stessa a non accettare questa “diversità”. Quando la sofferenza è significativa allora la persona dovrebbe rivolgersi a uno psicologo. Le terapie psicologiche aiutano il paziente a risolvere il disagio psicologico e affermare la propria identità. Sono da considerarsi dannose e non etiche le terapie volte a voler correggere l’identità di genere, che riescono solo nell’intento di svuotare la persona della propria individualità e realizzazione personale.

Spesso sono i genitori che faticano ad accettare i figli che sentono di appartenere a un genere diverso. Anche in questo caso può essere utile per i genitori intraprendere un percorso psicologico per accettare e accogliere il modo di essere del proprio figlio.

Ruolo di genere

Definizione

Con ruolo di genere si intende l’insieme di comportamenti, stereotipi, norme, credenze e attitudini che una società e una cultura associa a un determinato genere.

Nella nostra società un esempio è quello di associare al genere maschile il colore blu, l’indumento pantaloni e lo sport calcio, al genere femminile, invece, il colore rosa, l’indumento gonna e lo sport danza.

I connotati biologici del bambino portano i genitori, chi gli sta e starà intorno ad avere determinate aspettative in merito a ruoli e comportamenti. Se da una parte la natura ha determinato delle differenze a livello biologico, dall’altro la cultura ha costruito significati in merito a queste differenze. Il ruolo di genere è influenzato dalla cultura di appartenenza, ma dipende anche dalla realizzazione sociale della propria identità di genere. Per questo come l’identità di genere non è binaria, allo stesso modo non può esserlo il ruolo di genere.

Se il colore preferito di un maschio è il rosa

Dimentichiamo spesso però che siamo noi, la società a etichettare come maschile o femminile un determinato comportamento, un colore o un indumento. È assolutamente normale poter manifestare una preferenza per qualcosa che le norme sociali indicano come proprio del sesso diverso dal nostro.

L’identità di genere influenza il ruolo di genere?

Riconoscersi maschi, femmine o di un altro genere (identità di genere) può fungere da spinta motivazionale verso un determinato comportamento: si esprime cioè la propria identità di genere attraverso il ruolo di genere. Se da una parte certi ruoli sono culturalmente determinati, dall’altra metterli in atto dà modo di riconoscersi e manifestare la propria identità grazie a quel comportamento.

Ruolo di genere nell’infanzia

Già durante l’infanzia si richiede ai bambini di preferire giochi, vestirsi, comportarsi, acconciarsi secondo gli stereotipi del genere sessuale. Molti però manifestano preferenze diverse da quelle socialmente imposte. Questo di per sé non è sintomo che il bambino avverta una discrepanza tra identità di genere e sesso biologico: può essere solamente la manifestazione di una preferenza. L’identità di genere, infatti, non coincide completamente con il modo di esprimerla attraverso dei comportamenti.

Una bambina alla quale piace giocare con le macchinine può benissimo identificarsi con il genere biologicamente assegnato.

Verso ruoli di genere meno stereotipati

I ruoli di genere sono legati alla società in cui si sono sviluppati. Quando cambia la società, cambiano i ruoli di genere.

Le persone che provano a trascendere i confini del ruolo di genere trovano diverse resistenze nella società, per quanto si tratti di una tendenza che sta lentamente cambiando. Questo dà (e darà) l’opportunità a tutti di poter seguire i propri desideri, le proprie preferenze e inclinazioni, ed essere meno vincolati dalle aspettative della società di appartenenza.

Conclusioni

I sistemi di classificazione che usiamo per definire identità di genere o ruolo di genere si riducono, nel linguaggio comune, alla dicotomia maschio-femmina. Anche per quanto riguarda l’orientamento sessuale (da chi sei attratto?) si tende a pensare che piacciano o uomini o donne. Questo sistema però esclude chi non si riconosce in questa dicotomia: ecco perché risulta imperfetto, insufficiente e contraddittorio.

Per approfondire

Visita la sezione dedicata ai temi LGBTQ+ del nostro portale: https://www.cosicomeviene.it/lgbtq/

In particolare:

Abbatecola E., Stagi L. , Todella R. (2008). Identità senza confini. Soggettività di genere e identità sessuale tra natura e cultura. Franco Angeli.

Berinini L. (2017). Le teorie queer. Un’introduzione. Mimesis.

https://queercultureguide.com

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