Il rapporto con la famiglia e con i propri cari è un tema che emerge spesso nelle consulenze a persone che portano tematiche relative all’identità di genere. Questo è facilmente comprensibile alla luce del fatto che il coming out come persona transgender non avviene mai nel vuoto della solitudine personale: coinvolge i contesti e le relazioni che fanno parte della vita quotidiana della persona, e comporta che ogni attore in gioco si riposizioni rispetto alla nuova identità. In questo senso, è possibile parlare di relazioni e famiglie (nel senso più ampio e inclusivo del termine) in transizione.

I temi legati alla varianza di genere possono emergere in molti modi. A volte è il parente o il sistema famigliare che richiede un consulto; altre la richiesta viene da parte della persona (ad esempio per un aiuto nel coming out o per fare comprendere la situazione); altre ancora è il professionista che chiede di poter vedere i familiari. Laddove ci sia un* o più partner, inoltre, è necessario dedicare uno spazio approfondito a questo tema. In ogni caso, il lavoro parte sempre dal livello attuale degli attori coinvolti, e come tale è altamente personalizzato e contestualizzato. In generale, sono richieste competenze specifiche sulla varianza di genere e sui diversi step delle transizioni. Quando è da prendere in carico l’intera famiglia, o la coppia, e si rendono necessarie conoscenze professionali specialistiche, è poi buona norma inviare a un* collega che ne se occupi.

Nella pratica clinica mi è capitato di vedere situazioni in cui l’identità di genere della persona veniva presa come capro espiatorio di una serie di problematiche relazionali antecedenti e sottostanti, che non erano mai state affrontate. Allo stesso tempo, è possibile che future problematiche, che non hanno nulla a che vedere con il fatto che la persona sia trans, vengano ricondotte a questo. È fondamentale lavorare con le famiglie per discernere questi aspetti.

Il lavoro con le famiglie rientra nelle azioni volte ad aumentare il benessere della persona, tutelandola da fattori di rischioe aumentando i fattori protettivi, e diviene imprescindibile nel momento in cui la domanda viene portata da un* minorenne.

Mentre un adulto accogliente e validante abbassa drasticamente il rischio di suicidalità nell’adolescenza, il rifiuto da parte della famiglia correla con minore autostima, maggiori livelli di ansia e depressione, isolamento, hopelessness, rischio suicidario fino a 8 volte maggiore, rischio di abuso di sostanze fino a 3 volte maggiore (Olson et al, 2016; Katz-Wise et al, 2016; Simons et al, 2013).

Di seguito elenco alcuni dei compiti principali del lavoro psicologico con i genitori di adolescenti che portano il tema della varianza di genere (Nealy, 2017).

Aiutare i genitori a riconoscere e esprimere le emozioni connesse al coming out

E’ il primo, imprescindibile passo per poter diventare un adeguato sostegno al* propri* figli*. Dedicare uno spazio personale garantisce la libertà di esprimersi senza timore di ferire la persona, che a sua volta viene protetta da reazioni immediate che possono avere ricadute pesanti sul benessere emotivo, anche per la difficoltà di contestualizzarle. Si tratta di un percorso multifasico, a step non necessariamente lineari, che può portare il contesto familiare ad assumere una consapevolezza e una posizione diversa da quelle di partenza. Esplicitare questo aspetto è utile anche per contrastare la sensazione frequente, ne* ragazz*, che la situazione non possa cambiare o migliorare mai più.

Fornire informazioni e conoscenze di base

Necessario per permettere ai genitori di comprendere cosa sta succedendo, e a scardinare pregiudizi e bias culturali. Cresciuti in un contesto cisnormativo, in un’epoca in cui non c’erano le informazioni disponibili oggi, hanno avuto a che fare con pochissimi esempi di persone trans, perlopiù tramite cronaca nera o rappresentazioni distorte dei media. L’educazione di base è necessaria per fornire gli strumenti necessari alla comprensione di quanto i* propri* figli* sta cercando di comunicare.  Nel proseguo del percorso, se ci sarà una transizione sociale, i genitori saranno chiamati a un costante lavoro di spiegazione, e saranno i primi portatori di informazioni corrette e non stereotipiche sulle persone trans.

Regolare il ritmo del processo tra figli e genitori.

Spesso le persone arrivano al professionista dopo un lungo processo di accettazione di sé. Questo percorso, unita alla sofferenza causata dalla disforia, comporta l’urgenza di iniziare la transizione e una poca tolleranza e comprensione nei confronti dei tempi dei genitori, o delle difficoltà che sperimentano nel modificare i modi di porsi (ad esempio, nell’uso del nome o del pronome scelto). Durante questa operazione di accomodamento è fondamentale monitorare l’intensità della disforia.

 Migliorare la comunicazione familiare

La comunicazione familiare ha un peso fondamentale nel trasmettere accettazione o rifiuto; l’utilizzo scorretto dei termini, o modalità di comunicazione non chiare, passano messaggi deleteri con ricadute pesanti in termini di fattori di rischio. Un aspetto in cui è evidente questo lavoro riguarda, ad esempio, l’uso dei nomi e dei pronomi. Quando i genitori si sbagliano o faticano a usare i pronomi corretti, ritengono comunque di stare facendo del loro meglio, vogliono che i figli siano più pazienti con loro e trovano esagerate le loro reazioni. L’anello mancante è la mancata consapevolezza nei genitori di quello che i figli esperiscono e percepiscono quando si confondono: ciò che la persona si sente dire è «non sei chi pensi di essere», o “non ti vedrò mai come quella persona”.

Alcune possibili modalità problematiche di comunicazione:

  • Aggressioni e abusi verbali e fisici;
  • Ridicolizzazione/umiliazione, commenti squalificanti provocano una sensazione di scarso valore personale, non accettazione e inferiorità rispetto al gruppo normativo, anche quando non esplicitamente rivolti alla persona;
  • Comunicare imbarazzo e vergogna per l’aspetto e pressioni a conformarsi alla norma passano il messaggio che si debba essere altro rispetto a sé per di ottenere approvazione e affetto, perchè il modo in cui si è veramente non è accettabile o amabile;
  • Escludere da attività familiari provoca vergogna, e veicola un messaggio punitivo;
  • Non accettare il gruppo dei pari de* propr* figli* comunica un rifiuto e contribuisce a isolarl* facendol* sentire come se fosse l’unic* al mondo. Questo esaspera la vergogna ed è un importante fattore di rischio.
  • Incolpare i* figli* quando subisce aggressioni o bullismo passa il messaggio che il fatto di essere discriminati perchè trans sia una cosa legittima e normale. Dire al propri* figli* che resterà solo perché trans, o che la famiglia verrà discriminata per colpa sua, aggiunge un peso inopportuno e contribuisce a veicolare la sensazione che il fatto di essere trans comporti necessariamente una vita infelice;
  • Respingere/negare l’identità: quando i genitori sostengono che i figli stiano solo attraversando una fase o rifiutano l’uso del nome/pronome scelto, veicolano il messaggio che l’identità trans della persona non è degna di validazione e che sarà destinata sempre a restare nei panni di chi è or Questo toglie speranza nei confronti della transizione e contribuisce a isolamento e depressione;
  • Costante esposizione alle reazioni emotive del genitore, o aperta accusa di farlo stare male, crea la convinzione di essere un problema, una delusione e una fonte di sofferenza;
  • Rifiutarsi di affrontare l’argomento comunica che si tratta di qualcosa di proibito, sbagliato, o spiacevole. Alcun* ragazz* interpretano questo come se per i genitori non fosse abbastanza importante parlarne, o non avessero abbastanza a cuore la loro felicità;

Aiutare nel processo di transizione sociale

La transizione sociale, per definizione, è pubblica. Decidere come, quando, e a chi dire della situazione è un processo complesso che varia da caso a caso e va deciso in modo congiunto. Valutare rischi, pro e contro di ogni coming out è un’operazione pesante ma spesso necessaria; inoltre condurre giochi di ruolo è spesso utile nell’immaginare e nel preparare possibili comunicazioni. E’ fondamentale condurre un lavoro sulla privacy in quanto diritto; è importante perché non si creino situazioni di rischio o di fraintendimento (ad esempio, la sensazione che i genitori si vergognino se non condividono alcune informazioni).

Supportare nella transizione medica

Se verrà effettuata una transizione medica, è necessario fornire le informazioni e gli eventuali riferimenti dei professionisti che possono essere utili. E’ importante un processo di mediazione onesto che implica che il professionista debba conoscere i modi e le conseguenze delle terapie ormonali, pur senza mai sostituirsi al medico competente, con cui sarà necessario creare una rete che garantisca una presa in carico multidisciplinare.

Creare una rete sociale

In letteratura sono noti i benefici del sostegno sociale tra famiglie di persone in transizione. Incontrare altre persone che condividono la stessa situazione e hanno già vissuto gli stessi step del percorso e le stesse emozioni, è spesso un’esperienza illuminante per molti genitori. Il professionista può indirizzare verso servizi sul territorio che supportino e aiutino a creare una rete.

Se sei un familiare di una persona trans e vuoi saperne di più, puoi leggere:

Nealy, 2017. «Bambini e adolescenti transgender. Coltivare orgoglio e gioia nelle famiglie in transizione». Ed. It. a cura di A. Prunas

Ehresaft E. (2016). Il bambino gender creative: Percorsi per crescere e sostenere i bambini che vivono al di fuori dei confini del genere. Città di Castello: Odoya[4]

Se pensi di aver bisogno di un supporto per comprendere meglio cosa sta succedendo e per supportare la persona nel suo percorso, informati sui servizi presenti sul tuo territorio o contatta un professionista formato nel settore.

Bibliografia

Katz-Wise, S., Rosario, M., Tsappis, M. (2016). Lesbian, Gay, Bisexual, and Transgender Youth and Family Acceptance. Pediatric Clinics of North America. 63. 1011-1025. 10.1016/j.pcl.2016.07.005.

Nealy, C. (2017). «Bambini e adolescenti transgender. Coltivare orgoglio e gioia nelle famiglie in transizione». Ed. It. a cura di A. Prunas

Olson KR, Durwood L, DeMeules M, McLaughlin KA: Mental health of transgender children who are supported in their identities. Pediatrics 2016;137:e20153223.

Simons L, Schrager SM, Clark LF, et al. : Parental support and mental health among transgender adolescents. J Adolesc Health 2013;53:791–793