Psicologi, Psicoterapeuti e Sessuologi

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PSICOLOGI SESSUOLOGI

IL SESSUOLOGO: CHI È?

Quando si parla di sessualità, si fa sicuramente riferimento ad una delle sfere più private di un individuo. Ognuno di noi infatti ha le proprie preferenze in ambito sessuale, alcune però possono arrivare a destabilizzarci fino ad arrivare ad essere definite come patologiche.

In questi casi e in tanti altri casi è utile rivolgersi ad una specifica figura: il sessuologo.

Chi è e cosa fa? E in quali altri casi possiamo rivolgerci a questa figura?

Cerchiamo di capirne di più qui di seguito.

Chi è il sessuologo e di cosa si occupa?

Il sessuologo è uno psicologo che dopo la laurea in psicologia, il tirocinio di un anno e l’abilitazione all’esercizio della professione, ha scelto di acquisire una successiva formazione in sessuologia. In altre parole si è formato in un’area specifica della psicologia che studia gli aspetti psicologici e socio-culturali della sessualità umana.

A tal proposito va detto che il sessuologo può essere anche un medico abilitato all’esercizio della professione che ha conseguito un corso di formazione biennale, diventando così consulente in sessuologia o quadriennale, diventando così sessuologo clinico.

Di cosa si occupa questo professionista?

Si occupa di quelle problematiche sessuali che possono accompagnare l’individuo sin dai primi momenti del suo sviluppo psicosessuale.

Non solo, il sessuologo può anche aiutare un individuo ad affrontare delle problematiche che si sono presentate durante una relazione di coppia.

Un soggetto può infatti arrivare a rivolgersi ad un sessuologo quando per esempio vive un disagio o un malessere a livello sessuale; oppure può rivolgersi al sessuologo se soffre per una specifica situazione che gli impedisce di vivere un’esperienza sessuale.

Allo stesso modo una coppia può decidere di rivolgersi ad un sessuologo per risolvere delle problematiche: in questi casi la terapia sessuologica prevede la prescrizione di compiti che la coppia o il singolo, devono seguire.

In seduta infatti si discutono man mano i risultati che si raggiungono e le problematiche che via via emergono. In questo modo la coppia può arrivare a migliorare il modo di stare insieme, la complicità, fisica ed emotiva. A tal proposito va detto che la maggior parte dei problemi sessuali hanno un’origine psicologica e relazionale, ma non è raro che alcuni problemi siano da associare ad una causa organica. Per questo è importante lavorare in equipe con altri professionisti, come un ginecologo.

Obiettivi di una terapia sessuologica: quali sono?

Il sessuologo clinico ha due funzioni: aiutare a superare delle difficoltà, ma anche fornire delle informazioni adeguate.

Il sessuologo infatti può operare a diversi livelli: sia in modo preventivo con interventi di sensibilizzazione, informazione e promozione della salute sessuale, che come abbiamo visto, in ambito clinico, con individui e con coppie che hanno bisogno di affrontare una problematica o un disturbo di natura psicosessuale, affinnchè possano riuscire ad avere un rapporto più soddisfacente con la sessualità, il loro corpo e le loro relazioni.

A questo punto una domanda sorge spontanea:

che obiettivi si possono perseguire con una terapia sessuologica?

Sicuramente con una buona terapia di questo tipo si può:

  • ricostruire la fiducia nelle proprie capacità sessuali
  • fornire informazioni per affrontare quelli che sono i problemi della vita quotidiana che a loro volta influenzano la sessualità di un individuo o di una coppia
  • aiutare a ritrovare il desiderio sessuale
  • aiutare a superare momenti difficili nella coppia
  • Stimolare le coppie aiutandole a migliorare quelle che sono le loro abitudini sessuali

Il sessuologo può inoltre fornire formazione nei casi di:

  1. Sostegno alla genitorialità
  2. Malattie Sessualmente Trasmissibili
  3. Omosessualità, transessualismo, transgenderismo
  4. Disturbi dell’identità di genere
  5. Abuso sessuale
  6. Parafilie e devianza sessuale

Esiste un target specifico a cui il sessuologo può rivolgersi? No.

Anche un soggetto giovane può avvertire la necessità di richiedere una terapia sessuologica per affrontare diverse situazioni che magari gli recano imbarazzo e angoscia. Allo stesso modo un uomo maturo può avere la necessità di andare alla ricerca di una nuova sessualità e può farlo rivolgendosi ad un sessuologo.

Su cosa può intervenire il sessuologo?

Arrivati a questo punto andiamo ad elencare in modo specifico su quali disturbi può intervenire il sessuologo:

Disturbi del desiderio sessuale

  • Calo/ mancanza del desiderio sessuale
  • Rufiuto ed evitamento del contatto con i genitali di un’altra persona

Disturbi dell’eccitazione sessuale

  • Disturbo dell’eccitazione sessuale femminile: frigidità
  • Disturbo maschile dell’erezione : impotenza

Disturbi dell’orgasmo

  • Disturbo dell’orgasmo femminile, detta anorgasmia
  • Disturbo dell’orgasmo maschile, detta eiaculazione ritardata
  • Eiaculazione precoce

Disturbi da dolore sessuale

  • Dispareunia (maschile e femminile): intendiamo quel dolore ricorrente e persistente durante l’atto sessuale
  • Vaginismo: intendiamo quegli spasmi involontari che rendono impossibile il rapporto sessuale

Parafilie: intendiamo un gruppo di disturbi in cui l’eccitazione sessuale viene suscitata da oggetti inusuali oppure da attività sessuali inusuali.

Tra queste ritroviamo:

  • Feticismo: attrazione sessuale per un oggetto inanimato (scarpe, biancheria intima, calze)
  • Travestitismo: eccitazione sessuale che deriva dall’indossare un abbigliamento del sesso opposto
  • Pedofilia: attrazione sessuale nei confronti dei bambini
  • Esibizionismo: esposizione dei propri genitali ad uno sconosciuto che non è consenziente
  • Voyeurismo: guardare altre persone ignare mentre si spogliano
  • Masochismo: eccitazione sessuale nel farsi umiliare e infliggere dolore
  • Sadismo: eccitazione nell’umiliare o infliggere dolore ad un altro soggetto.

Riflessioni conclusive

Insomma il sessuologo come abbiamo visto può operare a livello preventivo, in ambito clinico e si rivolge ad individui e coppie.

Può intervenire inoltre su diversi disturbi e problemi sessuali.

Qualsiasi sia il vostro problema sessuale, agite, poiché un problema di questo tipo non solo, spesso, ha radici a livello di relazione, ma può avere delle conseguenze sul vostro equilibrio fisico e mentale.

IL TERAPEUTA DI COPPIA: CHI È

Il terapeuta di coppia: cosa fa, su quali problematiche interviene, quando è utile andarci

Quando si parla di psicologia, di psicoterapia e quando si fa riferimento ai vari professionisti di questo ambito, di frequente c’è confusione per la poca informazione su questo settore.

Così come nel caso della medicina, anche nell’ambito della psicoterapia ci sono molte figure che sono specializzate nei vari ambiti. Tra queste figure è presente il terapeuta di coppia. Questa figura è alquanto conosciuta e diffusa; questo anche grazie ad una serie di produzioni cinematografiche e letterarie che sono riuscite a divulgare questa professione, spesso anche in modo estremizzato.

Vi siete mai informati rispetto a cosa effettivamente fa il terapeuta di coppia? Qual è il suo ruolo, su cosa interviene? E soprattutto: quando capiamo che forse è arrivato il momento di andarci?

In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande.

Terapeuta di coppia: chi è e cosa fa?

Come probabilmente potremo capire già dalla sua definizione, il terapeuta di coppia è il professionista che si occupa proprio della coppia, del suo funzionamento e delle dinamiche che si instaurano nella relazione amorosa.

Spesso si ha la credenza, del tutto ingiustificata, che una coppia felice e innamorata non abbia mai problemi; si pensa quindi che da sola riesca a sopravvivere a dispetto del trascorrere del tempo e delle circostanze.

Sicuramente questa è una visione che si ritrova nelle favole e nei film ma che, nella realtà, non ha fondamento; la coppia, inevitabilmente, cambia col tempo e a seconda delle circostanze che vive. Quello che, di solito, sperimenta una coppia appena formata, è una fase di “felicità”, caratterizzata da sentimenti alquanto intensi e coinvolgenti che, spesso, prendono il sopravvento su tutto il resto. Questo dona ai partners un sentimento di “onnipotenza” che porta a pensare che ogni ostacolo sarà superato e che la coppia durerà a lungo.

Tutto ciò, però, non avviene sempre; anzi spesso si vive proprio il contrario. La coppia, col tempo, cambia, così come cambiano i sentimenti che si provano. Inoltre, spesso, si hanno delle difficoltà e delle situazioni di vario genere che possono essere difficili da gestire.

Ecco che, quindi, l’aiuto di un terapeuta di coppia risulta essere davvero molto utile. Il terapeuta, infatti, aiuta i partner a:

  • esprimersi in uno spazio del tutto neutro
  • rielaborare le emozioni che spesso si vivono, anche quelle negative come il senso di colpa o la tristezza.
  • rinegoziare la relazione partendo da ciò che deve essere risolto all’interno della coppia stessa; si parte dalle dinamiche presenti nella coppia fornendo poi degli spunti per attuare strategie efficaci che possano creare un nuovo equilibrio e delle nuove dinamiche relazionali.

E nel caso di coppie omosessuali cosa fa il terapeuta di coppia?

Le coppie omosessuali spesso vivono le stesse dinamiche delle coppie eterosessuali, soprattutto perché la relazione e la coppia si basa sugli stessi bisogni: quali?

Fondamentali sono i bisogni di vicinanza e di intimità affettiva e fisica, bisogno di condivisone e, ovviamente, di reciprocità. Nulla di diverso rispetto alla coppia eterosessuale.

Quello che cambia è il contesto sociale, spesso non favorevole, in cui le coppie omosessuali sono immerse.

È per questo che il terapeuta di coppia, oltre a valutare se i problemi di una coppia omosessuale siano collegati ai problemi classici delle coppie, debba porre particolare attenzione all’eventuale presenza di problemi o conflitti che nascono dall’omofobia presente nel contesto sociale (es. famiglia d’origine) e/o dall’omofobia interiorizzata dei membri della coppia.

Quando rivolgersi ad un terapeuta di coppia?

A questo punto potreste chiedervi: come fare a capire che è arrivato il momento di rivolgersi ad un terapeuta di coppia? Quali segnali bisogna considerare in questa decisione?

Ecco qualche consiglio pratico che può aiutarvi a fare chiarezza.

Problemi di comunicazione

Un segnale alquanto evidente e che costituisce un allarme del fatto che la coppia non sta più funzionando come si deve è proprio la mancanza di comunicazione tra i due partner. Spesso, infatti, la coppia non comunica o non comunica efficacemente: a cosa facciamo riferimento?

Ad esempio i due partner potrebbero comunicare con ostilità, risentimento o con una voglia di prevaricare sull’Altro. Oppure potrebbe esserci una mancanza di comunicazione negli aspetti fondamentali della coppia, come nel caso dei propri sentimenti o emozioni.

Tutto ciò segnala l’instaurarsi di dinamiche disfunzionali che quindi vanno corrette e riviste. Il terapeuta di coppia vi aiuterà proprio in questo.

Presenza di difficoltà

Un altro segnale che porta a capire che è proprio arrivato il momento di recarsi da un terapeuta di coppia è la presenza di varie difficoltà che diventano “più grandi” di tutto il resto.

A questo punto potreste pensare: chi non vive problemi e difficoltà?

Come già accennato, ogni coppia vive momenti di crisi e di difficoltà ma la differenza sta nella capacità di riuscire a gestire questi momenti e di “recuperare” la crisi. Spesso ciò non è facile per due partner coinvolti in quelle situazioni ed eventi.

Ecco che il terapeuta diventa un’ottima figura in grado di dare qualche spunto utile per superare la crisi efficacemente.

Riferimenti

  • https://www.adrianostefani.it/articolo-psicologia.php?id_art=53&nws=3
  • https://www.dottori.it/salute/terapia-di-coppia-specialisti-e-benefici#:~:text=La%20terapia%20di%20coppia%20viene,le%20difficolt%C3%A0%20e%20i%20problemi%20familiari.
  • https://www.psicolinea.it/terapia-di-coppia-ancona-fabriano-terni/
  • http://www.archepsicologia.it/psicoterapia-a-roma-ansia-attacchi-di-panico/terapia-coppie-lgbt/

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