Il supporto della famiglia e degli amici è noto in letteratura e in clinica come una variabile fondamentale per il benessere delle persone che appartengono a una minoranza sessuale. I colleghi di lavoro e i compagni di scuola sono fonti di sostegno importanti che possiamo incontrare nella vita di tutti i giorni e che ci aiutano a sviluppare resilienza nei confronti dei messaggi sociali eteronormativi.

A volte, però, questo sostegno non è disponibile (ad esempio, nei casi di rifiuto familiare, disoccupazione, o solitudine sociale), non è affidabile o stabile, oppure non è sufficiente. In questi casi, diventa ancora più importante coltivare la capacità di ricercare nuove e diverse risorse di sostegno e supporto. In questo articolo trovi alcuni spunti, scritti in modo molto pratico e divulgativo, per indirizzare nella ricerca di fonti aggiuntive di sostegno le persone appartenenti a una minoranza sessuale.

 

Gruppi di sostegno o di supporto professionale per minoranze sessuali

Molte persone LGBTQ+ trovano la partecipazione a gruppi di sostegno come molto utile, e la letteratura conferma che i gruppi dei pari hanno un ruolo importante nello sviluppo di resilienza nei confronti dell’oppressione socio-culturale (Amodeo et al, 2015).

Si tratta di gruppi che possono essere centrati su tematiche relative alla sessualità, e possono essere più o meno inclusivi di identità diverse. Possono essere strutturati in modo più libero e informale (ad esempio, gruppi di auto-mutuo-aiuto) o in modo esplicitamente terapeutico (in questo caso il facilitatore possiede una formazione specifica in psicologia). Entrambi pongono vantaggi e svantaggi e la scelta può dipendere da numerosi fattori: la disponibilità nella tua zona; il tuo bisogno (trovare qualcuno con cui condividere esperienze, ad esempio, o affrontare temi specifici che causano sofferenza); la frequenza e la richiesta di presenza e continuità, eventuali costi, ecc..

Alcuni possono essere svolti anche online. Ecco alcune domande che possono guidarti nella scelta (Singh, 2018):

  • Qual è lo scopo del gruppo? Supporto, terapia o psico-educazione?
  • Chi modera/facilita il gruppo, e qual è il suo background esperienziale e/o professionale?
  • Chi sono i tipici membri del gruppo?
  • C’è un livello minimo di impegno, presenza, frequenza o costo richiesto?
  • Qual è il passato e il presente del gruppo? Quali cambiamenti sono avvenuti nel tempo e perché?

 

Risorse comunitarie e di supporto per minoranze sessuali

Le risorse comunitarie possono includere eventi, spazi, organizzazioni (nazionali, locali, ecc) sotto diverse forme. I gruppi all’interno della comunità sono particolarmente significativi perché consentono di ottenere il sostegno emotivo e psicologico necessario per fare fronte alle invalidazioni sociali, contrastando il fenomeno delle fobie interiorizzate e validando la fatica e la legittimità dei vissuti negativi associati alle microaggressioni. La letteratura riporta come questi fanno spesso la differenza nel modulare gli outcome negativi sulla salute mentale dei messaggi sociali discriminanti (Singh et al, 2014; Pflum, et al, 2015). Inoltre forniscono supporto pratico in momenti di particolare necessità, ad esempio fornendo informazioni corrette sui diritti, supporto legale quando vengono negati, e indicazioni su dove reperire risorse, sussidi, ecc. Per provare a verificare quante risorse comunitarie hai a disposizione in questo momento, alcuni autori ( ad es: Singh, 2018) suggeriscono di provare a chiederti se conosci/puoi raggiungere enti e organizzazioni che:

  • Supportano la omo/transgenitorialità
  • Si dedicano nello specifico a persone della tua generazione (adolescenza, mezza età, anzianità) o della tua etnia
  • Forniscono informazioni e sussidi per la salute in termini di educazione, prevenzione, o cura
  • Forniscono assistenza legale
  • Di occupano di fare fronte ai fenomeni di disoccupazione, o di homelesness
  • Compilano registri e offrono assistenza alle vittime di crimini d’odio
  • Forniscono aiuto psicologico, anche d’emergenza (ad es, linee per il suicidio)

Inoltre, alcune di queste creano e organizzano eventi che possono essere parte di tradizioni annuali o configurarsi come occasioni una-tantum, solitamente in reazione a fenomeni di stigma istituzionale. Ogni comunità sviluppa i propri eventi in modo più o meno inclusivo, e spesso significati peculiari sono associati a ognuno di questi.

Alcuni eventi significativi possono avvenire in concomitanza di:

  • Pride month
  • Transgender day of Remembrance / Transgender Day of Resilience
  • Worlds AIDS Day
  • LGBT History Month
  • Black Pride/Latin Pride ecc.

Incontrare persone a questo genere di eventi alimenta la resilienza e il senso di efficacia, e riduce la solitudine percepita.

 

Supporto religioso o spirituale per minoranze sessuali

Per le persone Queer e LGBTQ+, il supporto religioso può essere una risorsa fondamentale di resilienza ma anche un fonte di sofferenza e di disagio quando i gruppi spirituali di cui fanno parte non si dimostrano accoglienti dell’identità di minoranza sessuale. Anche per coloro per i quali la spiritualità non è una parte importante di sé, queste credenze e posizioni non accettanti possono essere una fonte di rischio o di limitazione di possibilità esistenziali. Alcune persone LGBTQ+ beneficiano di un supporto psicologico per cercare di conciliare aspetti così contrastanti di sé. La letteratura evidenza che questo è possibile, consigliato, e si qualifica come una risorsa fondamentale per la propria salute (Rosenkrantz et al, 2016).

 

Altri tipi di supporto: considerare l’intersezionalità

Noi non coincidiamo mai con un aspetto della nostra identità o sessualità. Abbiamo numerose altre identità sociali, più o meno visibili, che ci pongono in posizioni di privilegio o di oppressione e che si combinano tra loro in scenari unici.

Alcune possibili identità riguardano:

  • Età
  • Etnia
  • Classe sociale
  • Disabilità
  • Status di migrante
  • Livello di educazione
  • Luogo di residenza
  • Affiliazione politica, ecc…

Ognuna di queste identità ci permette di attingere a fonti di supporto aggiuntive; tuttavia, purtroppo, non sempre queste sono inclusive di altri aspetti di noi. Ad esempio, alcune comunità per donne lesbiche non accettano le donne transgender nelle loro file. Ragionare in ottica di intersezionalità (ovvero considerando come identità multiple interagiscono tra loro combinandosi in scenari di privilegio e oppressione unici) significa considerare come ogni individuo ha una storia e una situazione psico-sociale e che non può essere compresa alla luce di una singola identità o categoria. Appartenere a diverse minoranze comporta un minority stress  più elevato e può portare a discriminazione sociale su più fronti o da più categorie identitarie di appartenenza.

Tenere a mente questo concetto permette di trovare il supporto migliore per la nostra intera persona, senza sentirci costrett* a rinunciare o nascondere parti importanti di noi.

 

Sostegno psicologico e supporto per minoranze sessuali

Si tratta di uno spazio personale e privato, dedicato unicamente al tuo benessere. Vivere in un mondo eteronormativo e cisnormativo può comportare la somma e la reiterazione di fenomeni di microaggressione e stigma, che nel tempo creano le basi per una maggiore vulnerabilità e per l’aumento dei fattori di rischio per la salute. Uno spazio personale può essere un buon modo di sviluppare resilienza e risorse per anticipare al meglio queste difficoltà, o per fronteggiarle se sono già presenti.  

Nel caso in cui tu voglia affidarti a un professionista, è fondamentale verificare:

  • Che abbia le qualifiche professionali e le licenze necessarie;
  • Che conosca le tematiche LGBTQ+ e che non debba essere istruito da te al riguardo;

Che pratichi in modo affermativo ed esplicitamente positivo nei confronti delle minoranze e non metta in atto pratiche riparative o di conversione ;

  • Che abbia familiarità con le comunità sul territorio e con le risorse della tua zona;
  • Che abbia una formazione specifica nel settore.

Se hai bisogno di aiuto professionale, visita la sezione del sito dedicata.

 

Scritto dal Dott. Daniel Portolani

 

Bibliografia

  • Amodeo, A. L., Picariello, S., Scandurra, C., & Valerio, P. (2015). Identity and peer group in transgender people: Some reflections from an Italian experience. Romanian Journal of Experimental Applied Psychology, 6(2), 21-35.
  • Pflum, S. R., Testa, R. J., Balsam, K. F., Goldblum, P. B., & Bongar, B. (2015). Social support, trans community connectedness, and mental health symptoms among transgender and gender nonconforming adults. Psychology of Sexual Orientation and Gender Diversity, 2(3), 281–286.
  • Rosenkrantz, D. E., Rostosky, S. S., Riggle, E. D. B., & Cook, J. R. (2016). The positive aspects of intersecting religious/spiritual and LGBTQ identities. Spirituality in Clinical Practice, 3(2), 127–138.
  • Singh, LPC. (2018). The Queer and Transgender resilience workbook. Skills for navigating sexual orientation and gender expression. Oakland, CA: New Harbinger Publications, Inc.
  • Singh, A. A., Meng, S. E., & Hansen, A. W. (2014). “I am my own gender”: Resilience strategies of trans youth. Journal of Counseling and Development, 92(2), 208–218.