Essere rifiutati è capitato a tutti almeno una volta nella vita. E’ un vissuto generalmente spiacevole, talvolta devastante; alcuni riescono a gestirlo abbastanza velocemente, ad altri invece capita di ripensarci per molto tempo.

Da questo già si capisce che la sensibilità soggettiva al rifiuto è variabile: alcune persone sono molto sensibili ad esso, altre lo sono meno.

Essere rifiutati dalla persona verso cui proviamo attrazione o affetto fa male

Non è possibile piacere a tutti, quindi è normale a volte sentirsi dire: “No, non mi interessi”. Soffrire dopo aver ricevuto un rifiuto è normale, al punto da essere una caratteristica con elementi anche evolutivi. La sofferenza causata da un rifiuto diventa un indicatore che ha la funzione di comprendere quale comportamento sia stato sbagliato in modo da non ripeterlo in futuro.

Le esperienze passate influiscono sul presente

I nostri ricordi influiscono sulle scelte nel qui e ora. Come?

Se ti avvicini all’altro e questo ti rifiuta, le esperienze di rifiuto ti faranno avvicinare all’altro con un atteggiamento timoroso, insicuro, impacciato, temendo di ricevere un nuovo rifiuto.

La stessa cosa accade al contrario.

Se nell’avvicinarti ti capita che l’altro risponda in modo positivo, questa esperienza può rinforzare la fiducia in te stesso, e ti avvicinerai ogni volta con atteggiamento più sicuro.

Filtri mentali

Nelle interazioni sociali entrano in gioco anche con una serie di credenze (le idee che si hanno riguardo a ciò che si pensa di sé, e ciò che si pensa dell’altro) che spesso frenano lo slancio necessario per pronunciare alcune semplici parole e fare il primo passo, magari verso una potenziale nuova conoscenza.

Alcune parole sembrano così difficili da pronunciare per la paura di quello che penseranno poi gli altri di te. Guarda i fatti in modo oggettivo: si tratta di mandare uno stimolo e ricevere una risposta, positiva o negativa che sia. Tutto ciò che “leggi” in più, è nella tua mente più che in quella degli altri.

Prospettive

 Ricevere diversi rifiuti porta a concentrarsi solo su questi, dimenticando le svariate possibilità di cui la realtà è composta.

Un rifiuto è sempre composto da un rifiutato e da un rifiutante, che ha una sua storia, un suo particolare presente e innumerevoli motivazioni a te sconosciute per le quali può rifiutarti oggi.

Conseguenze

Ruminazioni e convinzioni

Continuare a pensare al rifiuto, con la convinzione “c’è qualcosa che non va in me” non ti è di aiuto.

Puoi invece pensare a quali comportamenti hai messo in atto che hanno avuto un effetto negativo sulle tue intenzioni, e provare comportamenti nuovi.

Bassa autostima

Se ricevere rifiuti abbassa la tua autostima, dividi il tuo obbiettivo finale in tanti piccoli obbiettivi di cui puoi sentirti soddisfatto e che ti possono aiutare ad avere più forza per proseguire verso l’obbiettivo successivo.

Ad esempio, se hai difficoltà a trovare le parole giuste per iniziare l’approccio, poniti come 1° obbiettivo di cercare una frase “rompighiaccio”, come 2° obbiettivo l’avvicinamento all’altro, come 3° obbiettivo l’espressione ad alta voce della frase scelta, come 4° obbiettivo l’ascolto della risposta dell’altro.. ad ogni punto raggiunto riconosci a te stesso l’impegno e la soddisfazione per la sua riuscita.

Evitamento

Ricevere un rifiuto crea sofferenza. Per non sentire la sofferenza alcuni smettono di provare a realizzare i propri obbiettivi, evitando di mettersi nella condizione di essere rifiutati nuovamente.  Ma a quale prezzo?

La sofferenza che segue un rifiuto, per quanto spiacevole, è sopportabile. Puoi ascoltarla, starci a contatto, per poi lasciarla andare.

Ricorda a te stesso qual è il tuo obbiettivo, con la consapevolezza che se eviterai ogni futura interazione sociale per non ricevere un rifiuto, sarà improbabile che l’obbiettivo giunga da solo a te.

Come gestire la paura del rifiuto

  • Riconosci i progressi che fai. Già che tu stia leggendo questo articolo significa che sei in una fase di ricerca di informazioni, vuol dire che sei aperto a punti di vista alternativi a quelli che hai avuto finora. Ti puoi riconoscere l’impegno che stai mettendo per realizzare i tuoi desideri.
  • No alle generalizzazioni. Ricevere un rifiuto va contestualizzato all’evento. Le situazioni, e le persone, non sono tutte uguali. Per questo non ti è utile pensare prima ancora di provarci “tanto succederà come ogni volta..; vivi ogni volta come unica.
  • Abbandona i confronti. Confrontarsi con le situazioni altrui non ti è utile. Ti è più utile confrontarti con il te stesso di ieri e osservare il percorso che fai giorno dopo giorno.
  • Accogli possibili spiegazioni diverse. Entra nell’ottica che il rifiuto dell’altro può essere dovuto a motivazioni che non hanno direttamente a che fare con te.

Conclusioni

Un ultimo accorgimento: quando NON ricevi un rifiuto, non spostare la tua paura nel pensiero che tutto possa finire o questo rovinerà la tua relazione al punto che poi si realizzerà ciò che più temi.

Di doman non c’è certezza”, diceva Lorenzo De’Medici suggerendo di gioire del presente, senza lasciare che le preoccupazioni verso il futuro offuschino il piacere nel qui e ora.

Fonti

Downey, G., & Feldman, S. (1996). Implications of rejection sensitivity for intimate relationships. Journal Of Personality And Social Psychology70(6), 1327-1343.

Romero-Canyas, R., Downey, G., Berenson, K., Ayduk, O., & Kang, N. (2010). Rejection Sensitivity and the Rejection-Hostility Link in Romantic Relationships. Journal Of Personality78(1), 119-148.