Cushioning, stashing, ghosting e breadcrumbing sono termini ormai comuni, utilizzati per definire alcuni comportamenti che possono caratterizzare una frequentazione o una relazione.

Qual è il il loro significato

Di seguito analizzeremo questi 4 termini conosciuti e utilizzati per lo più dalle nuove generazioni. Si riferiscono a comportamenti, esistenti anche in passato, che ora hanno trovano una loro etichetta e una descrizione nel vocabolario del dating.

  1. Cushioning

La sua traduzione letterale è ammortizzazione. Il cushioner allaccia e mantiene rapporti con diversi potenziali partner di ripiego. Il tessere questa fitta rete sociale ha l’obiettivo di avere a disposizione un’alternativa “pronta” a subentrare nel momento in cui la relazione attuale dovesse finire.

La rete dei potenziali partner è diversificata: si passa da persone con le quali c’è un palese flirt a quelle con cui ci si scambia sporadicamente qualche messaggio.

Il cushioner non necessariamente arriva a tradire (almeno sul piano fisico) il partner, bisogna però interrogarsi sul suo bisogno di avere una “relazione di riserva” e la necessità di non investire il suo tempo nella relazione attuale, ma anzi nel cercarsi un paracadute.

  1. Stashing

Questo termine deriva dal verbo to stash che significa nascondere. In questo caso, solitamente, uno dei partner crede di essere impegnato in una relazione monogama e ufficiale. L’altra persona, però, evita accuratamente di far conoscere al partner amici, parenti o persone significative della propria vita.

La sensazione della persona che viene “nascosta” è quella che il partner la releghi in una parte ben delimitata delle sua vita. Sembra che lo stasher viva due vite parallele una delle quali non accessibile al/alla partner.

Solitamente la relazione viene nascosta anche sui social, per esempio non pubblicando foto.

I motivi che portano una persona a nascondere la relazione sono solitamente di due tipi: nel primo caso si pensa che la persona non sia quella giusta e, quindi, probabilmente prima o poi la storia finisca; nel secondo caso ci si vergogna per qualche motivo di aver scelto quel/quella partner.

Altre cause possono risiedere in una famiglia con la tendenza ad intromettersi nel rapporto o con la tendenza a creare drammi per un eventuale rottura. Oppure, ancora, la persona con cui si sta è amica di un ex partner oppure la crush (cotta) di qualche amico/amica.

A volte lo stashing può essere effettuato da un cushioner, che nasconde appositamente la relazione per mantenere in piedi la sua fitta rete di relazioni pronto a trovare qualcuno di più interessante del/della partner attuale o per evitare di perdere i suoi “cuscinetti” che potrebbero risentirsi di sapere che lui/lei è impegnato/a.

Solitamente il partner “nascosto” avverte più o meno costantemente un senso di solitudine dovuto alla oscillante presenza/assenza del partner.

  1. Ghosting

Il ghosting consiste nello sparire nel nulla, senza lasciare alcuna traccia, per mettere fine alla propria relazione. Il ghoster scompare letteralmente, la sensazione della persona lasciata è quella di aver avuto a che fare con un fantasma: non lascia alcuna traccia di sé.

Solitamente chi mette fine così alle proprie relazioni ha difficoltà ad affrontare assertivamente le situazioni in cui si può instaurare un conflitto.

La persona che subisce il ghosting invece rimane con la sensazione di essere stato preso in giro, questo comportamento non permette di elaborare la fine della relazione attraverso una spiegazione, ma fa rimanere chi è stato lasciato in una situazione di rabbia, tristezza, vuoto senza la possibilità di comprendere cosa sia veramente successo.

Questo comportamento è molto comune, se vuoi approfondire questo tema o se sei stato vittima di ghosting può interessarti questo articolo.

  1. Breadcrumbing

Il breadcrumbing è una variante del ghosting ancora più irritante per chi viene lasciato. La persona che lascia, al contrario del ghoster, non sparisce completamente, ma sta attento a lasciare dietro di sé una traccia di interesse per l’altra persona (di “briciole di pane”), per quanto discontinua.

Questa persona non vuole dare l’idea di essere sparito completamente; vuole dare l’illusione di esserci ancora… Almeno finché l’altra persona non si rende conto che non ha una vera relazione, ma solo briciole della stessa!

La persona che subisce il breadcrumbing non trova nel comportamento del “partner” le prove che questo/a non sia interessato, ma le “briciole” lasciate dal/dalla breadcrumber diventano la prova dell’esistenza di sentimenti.

Il/la bradcrumber potrebbe avere la percezione che la sua ritirata dalla relazione possa definirsi delicata, invece il più delle volte risulta un comportamento assai crudele per chi lo subisce. Per l’altra persona, infatti, le briciole possono trasformarsi in speranze irrealistiche sulla relazione; e questa persona farà ancora più fatica ad accettare la realtà delle cose quando capirà che questa è finita.

Vi è mai successo di mettere in atto o subire uno di questi comportamenti?