Il disturbo erettile è una disfunzione sessuale maschile i cui sintomi consistono in una difficoltà a ottenere o mantenere un’erezione soddisfacente durante l’attività sessuale, o una marcata diminuzione della rigidità peniena, per un periodo di almeno sei mesi. Tale disturbo può essere permanente, se presente da quando l’individuo è sessualmente attivo, o acquisito se il disturbo si manifesta invece dopo un periodo di funzionamento sessuale soddisfacente. Inoltre, il disturbo erettile può essere generalizzato, quando si manifesta indipendentemente dal tipo di stimolazione, partner o situazione, oppure situazionale, se avviene solo in specifici contesti, con determinati partner o con determinati tipi di stimolazione. La gravità del disturbo può essere lieve, moderata o grave, a seconda del grado disagio esperito.

 

Ma cosa differenzia un disturbo erettile da una normale defaillance tra le lenzuola?

Sia la prevalenza (l’insieme di tutti i casi esistenti in un determinato momento) che l’incidenza (i nuovi casi) del disturbo aumentano con l’età: infatti se solo il 2% degli uomini tra i 40 e 50 anni riporta frequenti problemi di erezione, quasi un over-sessanta su due lamenta problemi di erezione. Si stima che un uomo su cinque abbia paura di avere problemi di erezione durante il primo rapporto sessuale e che quasi uno su dieci soffra di problemi di erezione che ostacolano la penetrazione e un rapporto sessuale completo. Affinché si possa parlare di disturbo erettile è necessario che il problema si manifesti in almeno tre occasioni sessuali su quattro e che i sintomi durino da almeno sei mesi (American Psychiatric Association 2013).

 

Quali sono le caratteristiche che possono favorire l’insorgenza di un disturbo erettile?

Avere una bassa autostima, poca fiducia in se stessi, esperire sentimenti di ansia e tristezza, sono alcune caratteristiche psicologiche che si associano al disturbo. Non di rado la sintomatologia può causare paura o addirittura portare ad evitare incontri sessuali futuri. Queste caratteristiche, a loro volta, influenzano  negativamente l’esperienza sessuale del partner nonché i livelli di qualità della vita della coppia. Una corretta diagnosi deve tener conto di alcuni fattori che possono contribuire alla manifestazione dei sintomi e che sono rilevanti sia per l’eziologia che per il trattamento del disturbo: tra questi, fattori riguardanti il partner (come problemi sessuali o stato di salute), fattori relazionali (come scarsa comunicazione o differenze nel desiderio tra partner), fattori individuali (come avere un’immagine corporea non soddisfacente o avere una storia pregressa di abusi sessuali o emotivi), comorbidità psichiatrica (come ansia o depressione), fattori stressanti (come un lutto o una perdita del lavoro) e fattori legati allo stato di salute(come soffrire di diabete mellito, di ipertensione, obesità, la limitata o  addirittura assente attività fisica e le infezioni  del tratto urinario inferiore). Anche il fumo incide negativamente sulla tumescenza del pene (Rew&Heidelbaugh, 2016).

 

Disturbo erettile: è sempre una questione psicologica?

Le cause del disturbo erettile possono essere organiche e/o psicologiche: le cause organiche si dividono in endocrine e non endocrine.

Tra le cause non endocrine, quella vasculogenica è la più comune; può comportare sia anomalie di afflusso arterioso che di deflusso venoso; ma esistono anche cause neurogeniche (che influenzano l’innervazione e la funzione nervosa) e iatrogene (relative a un trattamento medico o chirurgico). Ridotti livelli sierici di testosterone sono invece uno tra i maggiori fattori endocrini implicati nel disturbo. Infine, il disturbo erettile funge da indicatore dello stato di salute del tessuto endoteliale (l´endotelio è il tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, linfatici e del cuore). Il disturbo erettile spesso precede la comparsa di importanti eventi cardiovascolari e può essere quindi utilizzato come campanello d´allarme di un alto rischio di gravi malattie cardiovascolari. Tra le cause psicologiche più comuni del disturbo erettile vanno citate l´ansia, la depressione e lo stress cronico (Yafi, 2016).

 

Come distinguere tra cause organiche e psicologiche del disturbo erettile?

Di solito, una buona tumescenza notturna del pene è indice che la causa del problema è di tipo psicologico. Per questo motivo sia la verifica della rigidità notturna che la misurazione del turgore erettile durante le ore di sonno sono spesso impiegati per distinguere un disturbo erettile organico da uno psicogeno. Tuttavia l´esperienza clinica suggerisce che nella maggior parte dei pazienti la genesi del disturbo è multifattoriale. Proprio per questo motivo, un approccio terapeutico integrato (farmacologico e psicoterapico) può essere indicato per la risoluzione del problema. Infine coinvolgere il partner nella psicoterapia è buona prassi quando alla base di questa disfunzione sessuale ci sono cause relazionali.

 

Alcuni tips&tricks per migliorare l’intimità sotto le lenzuola

  • Concentrati sul rapporto, non su te stesso. La parola stessa “rapporto” implica che durante l’atto sessuale le persone coinvolte siano (almeno) due. Nelle persone che soffrono di disturbo erettile si assiste invece a un fenomeno noto come autospectatoring; la persona, infatti, si concentra eccessivamente sul proprio corpo e proprio per questo inizia a notare tutte le oscillazioni di tumescenza (normalissime durante un rapporto sessuale) che vengono rifigurate come indice che qualcosa “laggiù” non va. Anche una leggera diminuzione della rigidità peniena può quindi essere vissuta come qualcosa di catastrofico, generando ansia e abbassando la libido. Se durante un rapporto sessuale il pene inizia ad afflosciarsi non è certo la fine del mondo. Né del rapporto sessuale. A volte anche un semplice cambio di posizione può favorire una migliore irrorazione dei corpi cavernosi e far “risorgere il morto”!
  • Stop al perfezionismo. Un rapporto sessuale può essere soddisfacente per il/la partner anche se il pene non è totalmente eretto per tutta la durata del rapporto.
  • Esiste vita (e godimento) oltre la penetrazione! Carezze, baci, abbracci, preliminari, coccole post-amplesso sono fasi di un rapporto sessuale che spesso vengono trascurate. Riscoprire la bellezza di queste componenti permette di vivere un´esperienza più completa e soddisfacente.

 

Bibliografia

American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and  statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC:  Author.

Rew, K. & Heidelbaugh, J. (2016). Erectile dysfunction. Am Fam Physician, 15;94(10):820-827.

Yafi F.A., et al.(2016). Erectile dysfunction.  Nat Rev Dis Primers, 4;2:16003.