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8 Febbraio 2022L’esistenza dell’eiaculazione femminile è controversa
Per anni non si è parlato molto di essa anche se il fenomeno era stato già ampiamente descritto e dimostrato (Sevely & Bennet, 1978; Addiego et al., 1981). In campo medico, l’eiaculazione femminile rimane ad oggi uno dei fenomeni più affascinanti e misteriosi della sessualità ma anche uno dei più discussi, al punto che ginecologi, urologi e sessuologi spesso si trovano in disaccordo su questo argomento.
L’eiaculazione femminile rappresenta un meccanismo attraverso il quale alcune donne, al momento dell’orgasmo (o subito prima) espellono del liquido dai dotti parauretrali: tali dotti sono in collegamento con le ghiandole di Skene (o ghiandole parauretrali), le quali rappresentano la sede in cui viene prodotto il liquido durante dell’eiaculazione (Sundahl, 2003).
Per la funzione che svolgono, le ghiandole di Skene sono state negli anni equiparate alla prostata maschile.
All’inizio degli anni ’80 gli studiosi ritenevano che l’eiaculazione femminile fosse in qualche modo legata ad un’incontinenza urinaria e che di conseguenza il liquido emesso fosse simile all’urina. I numerosi studi effettuati hanno successivamente dimostrato l’inesattezza di queste convinzioni e hanno inoltre evidenziato il legame tre il liquido emesso e l’attività secretoria delle ghiandole dell’apparato genitale femminile, per cui non esisterebbe alcuna relazione tra l’eiaculazione femminile e la presenza di problemi urologici nella donna (Gilliland, 2009).
Eiaculazione femminile e squirting
Il liquido emesso, sebbene abbia un pH alcalino come l’urina, non contiene urea o creatinina (elementi caratteristici delle urine), contiene invece glucosio, fruttosio e due sostanze simili al PSA (antigene prostatico specifico) e al PAP (fosfatasi acida prostatica) dell’uomo. PSA e PAP sono due proteine che, vengono prodotte a livello della prostata nell’uomo, mentre, nella donna dalle ghiandole di Skene.
Secondo un mito alquanto diffuso, l’eiaculazione femminile comporterebbe l’emissione di ingenti quantità di liquido. La realtà dei fatti è ben diversa e, in base alle più recenti ricerche, il volume di eiaculato emesso è generalmente equiparabile a quello di una tazzina di caffè.
E’ necessario distinguere inoltre tra due tipi diversi di emissioni sessuali femminili: l’eiaculazione femminile e lo squirting.
Per eiaculazione femminile si intende una produzione ridotta di fluido lattiginoso, mentre quando si parla di squirting si intende la produzione abbondante di liquido, molto spesso contenente anche PSA. Il liquido dello squirting a differenza del liquido emesso dalle ghiandole di Skene, secondo gli studiosi, potrebbe avere molto a che fare con le urine e quindi trattarsi di una serie di residui legati al livello vescicale, che tramite contrazioni vengono rilasciati con un’espulsione. Però, il prodotto dello squirting è così diluito da poter essere assimilato più all’acqua che all’urina. Attualmente sappiamo che lo squirting è molto simile ad un riflesso incondizionato, che viene innescato stimolando il clitoride, oppure, molto più frequentemente, la parte iniziale della vagina, nella parete anteriore, su cui è appoggiata la vescica: una zona denominata “area CUV” (complesso Clitoro-Uretro-Vaginale) (Whipple, 2015).
Tutte le donne eiaculano?
Non tutte le donne riescono ad eiaculare, e anzi possiamo dire che l’eiaculazione femminile (intesa con regolarità) riguarda solo una minoranza di esse. Questo per vari motivi, a volte le cause possono riguardare una stimolazione inadeguata, abuso di droghe, condizioni mediche sottostanti, oppure vi possono essere problematiche legate a condizioni psicologiche della donna o ancora a problemi nelle dinamiche relazionali. Tuttavia alle volte, uno dei motivi per il quale le donne non riescono ad eiaculare, è legato al fatto che lo stimolo è molto simile al bisogno di minzione il che rappresenta un forte motivo inibitore (Rubio-Casillas et al., 2011).
Inoltre, da diversi studi è emerso che alcune donne considerano l’eiaculazione femminile un fenomeno imbarazzante oltre che un fattore di disturbo per la vita sessuale (Kratochvil, 1994¸Gilliland, 2009). Questo pensiero però tende a scontrarsi con l’immaginario maschile che vede nell’eiaculazione femminile un attestato della propria virilità e capacità sessuale.
Per concludere
Qualsiasi donna, con un’adeguata e prolungata stimolazione sessuale, sarebbe in grado di eiaculare (o eventualmente squirtare) anche se i dati, ad oggi, ci dicono che solo una piccola percentuale riesce ad avere un’eiaculazione regolare.
È necessario però che la donna sia in condizioni fisiche e psicologiche che le permettano di lasciarsi andare e vivere la sessualità in maniera libera e spensierata. Inoltre è bene ribadire il fatto che, contrariamente all’immaginario irrealistico presente al giorno d’oggi, non sembra esserci alcuna correlazione tra eiaculazione femminile (e/o squirting) ed intensità orgasmica (Sundahl, 2003; Gililand, 2009).
Fonti
- Addiego, F., Belzer Jr, E. G., Comolli, J., Moger, W., Perry, J. D., & Whipple, B. (1981). Female ejaculation: A case study. Journal of Sex Research, 17(1), 13-21.
- Gilliland, A. L. (2009). Women’s experiences of female ejaculation. Sexuality & Culture, 13(3), 121-134.
- Kratochvil, S. (1994). Orgasmic expulsions in women. Ceskoslovenska psychiatrie, 90(2), 71-77.
- Rubio‐Casillas, A., & Jannini, E. A. (2011). New insights from one case of female ejaculation. The journal of sexual medicine, 8(12), 3500-3504.
- Sevely, J. L., & Bennett, J. W. (1978). Concerning female ejaculation and the female prostate. Journal of Sex Research, 14(1), 1-20.
- Sundahl, D. (2003). Female ejaculation and the G-spot. Hunter House.
- Whipple, B. (2015). Female ejaculation, G spot, A spot, and should we be looking for spots?. Current Sexual Health Reports, 7(2), 59-62.





