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12 Febbraio 2022La pop star Billie Eilish, in conseguenza dell’uscita del suo album “Happier than ever” e della canzone “Male fantasy”, ha recentemente sollevato un argomento dibattuto da molto tempo: la pornografia fa male?
“Penso che la pornografia sia una disgrazia”. E’ questo uno dei passaggi dell’intervista che Billie Eilish ha tenuto durante l’Howard Stern Show, programma di una nota emittente radiofonica, in merito all’argomento trattato in “Male Fantasy”, una delle canzoni del suo ultimo album.
La giovane cantante ha infatti raccontato di come quel testo sia fortemente autobiografico; racconta infatti del proprio vissuto con la pornografia, con la quale la ragazza sarebbe entrata in contatto per la prima volta ad undici anni di età.
Parlando della propria esperienza, Eilish riferisce di come il consumo di materiale pornografico l’abbia segnata, portandola ad avere persino incubi notturni e influenzando soprattutto il suo vissuto di cosa fosse “normale” e cosa no durante il sesso, spingendola a non opporsi a determinate pratiche sebbene non la facessero sentire a proprio agio: “(…) le prime volte che ho fatto sesso non dicevo di no a cose che non mi avrebbero fatto bene. Lo facevo perché pensavo di doverne essere attratta.”
Ma come vengono influenzati dalla pornografia la nostra visione e il nostro modo di vivere il sesso?
E soprattutto, la pornografia fa male? E a chi?
Scopriamolo insieme.
Pornografia: un po’ di letteratura
In tema di pornografia, anche la letteratura scientifica risulta divisa.
In una importante review, i ricercatori dell’università di Amsterdam Peter Jochen e Patti Valkenburg hanno cercato di fare un sunto di tutti di letteratura raccolti dal 1995 al 2015 sul rapporto tra adolescenti e pornografia. Ciò che hanno scoperto sono risultati estremamente eterogenei. È emerso infatti ad esempio che gli adolescenti che utilizzano la pornografia sono principalmente uomini, in età puberale avanzata, che hanno generalmente relazioni famigliari e amicali problematiche. I ricercatori hanno inoltre riscontrato che la pornografia era associata ad attitudini sessuali maggiormente libere e a credenze stereotipiche in merito al genere, oltre che a maggiore aggressività dal punto di vista sessuale.
Tuttavia, ciò che è emerso da queste review è anche che i risultati devono essere letti alla luce del fatto che ogni studio considerato ha una serie di bias – cioè delle distorsioni nella valutazione – e dei background molto specifici e diversi tra loro, alla luce dei quali i dati stessi sono stati raccolti: ne consegue non è comunque possibile trarre delle conclusioni definitive.
Questo ci insegna un elemento molto importante: tutto ciò che concerne la sessualità (e quindi anche la pornografia) è estremamente contestuale.
In uno studio del 2020 di Böthe e collaboratori, i ricercatori hanno identificato tre gruppi principali di utilizzatori di pornografia. Del campione considerato (quasi 15,000 partecipanti):
- 68-73% degli individui erano non problematici a bassa frequenza d’uso
- 19-29% non problematici ad alta frequenza
- 3-8% problematici ad alta frequenza.
Inoltre, gli utilizzatori ad alta frequenza non problematici differivano significativamente da quelli problematici per diverse caratteristiche, come sintomi depressivi, ipersessualità, autostima, suscettibilità alla noia e altre.
Non basta quindi la frequenza d’uso a indicare patologia: essendo la sessualità estremamente contestuale, è necessario e fondamentale considerare ogni singolo caso e interpretare il vissuto della singola persona alla luce della sua storia di vita, prima di parlare di dipendenza dalla pornografia o demonizzarla in sé e per sé.
Pornografia: verso una gestione consapevole
Abbiamo visto come la pornografia non sia in sé un male in senso assoluto, ma come nasconda la possibilità di essere generatrice di potenziali disagi anche e soprattutto alla luce di quella che è la storia di vita della persona che ne fa uso: come ogni strumento infatti, può essere un’arma a doppia taglio se non si è in grado di usarla.
Nel caso di Billie Eilish, ad esempio, un approccio alla pornografia ad una così giovane età può infatti essere potenzialmente negativo, se abbinato ad altri fattori come isolamento sociale o altri elementi di disagio, specie in età adolescenziale.
Inoltre, un aspetto cui sicuramente la pornografia concorre è la distorsione di ciò che può essere “normale” o “non normale” durante il sesso. Spesso infatti molt* adolescenti, specie se alle prime esperienze, prendono come riferimento del proprio mondo esperienziale proprio la pornografia, che tuttavia essendo finzione ha ben poco a che fare con la realtà, e quindi con gli esseri umani che ne danno forma. Questo fatto, se abbinato all’assenza di un’adeguata educazione sessuale, può portare a problemi di ansia da prestazione, sensazioni di disvalore, o, come dichiarato da Eilish, all’impossibilità di negare qualcosa che non ci sta piacendo o non ci fa sentire comodi.
Se non ho infatti mai conosciuto altro che non derivi dalla pornografia, come posso capire qual è il mio limite? Come posso capire se qualcosa è giusto o sbagliato per me?
Un altro elemento, connesso a questo e fondamentale, è l’assenza nella pornografia di un elemento fondamentale nella sessualità: il consenso. Comunicare cosa ci piace, cosa non ci piace e cosa siamo o non siamo disposti a tollerare è infatti fondamentale e assolutamente necessario per vivere una sessualità piacevole, libera e consapevole. E tuttavia, questo elemento nella pornografia è quasi sempre totalmente assente.
Fondamentale quindi l’incremento degli strumenti e delle risorse di educazione sessuale; ciò è utile sia per crescere persone consapevoli e libere di vivere la propria sessualità, sia per fornire i mezzi necessari per utilizzare consapevolmente uno strumento come la pornografia. In questo senso, l’aiuto di un sessuologo può essere determinante nel costruire un ercorso di accompagnamento alla sessualità sia per adolescenti che per adulti.
Se cerchi un sessuologo, puoi contattarmi a Brescia, Verona o per la terapia online.
Bibliografia
- Bőthe B, Tóth-Király I, Potenza MN, Orosz G, Demetrovics Z. High-Frequency Pornography Use May Not Always Be Problematic. J Sex Med. 2020 Apr;17(4):793-811
- Peter J, Valkenburg PM. Adolescents and Pornography: A Review of 20 Years of Research. J Sex Res. 2016 May-Jun;53(4-5):509-31
- Berger JH, Kehoe JE, Doan AP, Crain DS, Klam WP, Marshall MT, Christman MS. Survey of Sexual Function and Pornography. Mil Med. 2019 Dec 1;184(11-12):731-737





