Il tradimento: comprensione e descrizione tra neuroscienze e psicologia

Il tradimento è tra gli eventi più stressanti e devastanti che possono accadere all’interno di una relazione di coppia. E, nonostante ciò, è estremamente diffuso. Nonostante siano dati difficili da reperire, le statistiche dicono che circa una coppia su due ha esperito almeno una volta nella propria vita un tradimento (Blow & Kelley, 2005). Da un punto di vista evoluzionistico, il tradimento sembra trovare una spiegazione nella spinta biologica: già nel paleolitico infatti il fenomeno del tradimento era diffuso in quanto possibilità di rimescolamento genetico. Non solo: sembra che proprio il tradimento sia alla base della veloce e di vasta portata diffusione della nostra specie avvenuta inspiegabilmente 100 000 anni fa (Spikins, 2015). Insomma, il tradimento sembra essere un fenomeno piuttosto antico.

Oggi come ieri il tradimento resta un evento molto doloroso da affrontare.

Il dolore provato equivale ad un vero e proprio dolore fisico (Meyer et al., 2015).

Ciò che accade nel tradimento è la rottura di un patto di fiducia con chi amiamo. Il tradimento può essere infatti definito come una situazione in cui un individuo ritiene di venire danneggiato dal proprio partner nonostante egli fosse a conoscenza delle regole (implicite ed esplicite) che governavano la relazione. Tali regole fanno riferimento alle aspettative (che dovrebbero essere condivise) inerenti le modalità con cui un partner dovrebbe trattare l’altro. Alla base del tradimento vi è quindi un venir meno a questo patto, una violazione della fiducia. E questa violazione della fiducia a sua volta comporta un abbassamento del proprio livello di fiducia, soprattutto nei confronti delle relazioni future, secondo quanto mostrato in una recente ricerca (Gobin & Freyd, 2013). Questo ha una ricaduta anche a livello neurobiologico, come dimostrato da Yao e colleghi (2014). La fiducia infatti vede coinvolta la produzione di ossitocina, un ormone fortemente coinvolto nella costruzione dei legami sociali.

L’ossitocina è un potenziatore naturale della fiducia e dunque può essere in grado di modulare l’effetto di eventuali strategie “riparatorie”, anche se dai risultati esposti nell’articolo sopra citato sembra che ciò sia più difficile negli individui di genere femminile (più che negli uomini), in cui invece l’ossitocina sembra propendere maggiormente verso un desiderio di risarcimento, se non di vendetta.

Nonostante sia molto doloroso il tradimento può portare tuttavia ad alcuni benefici.

Se viene perdonato infatti “il traditore” può avere una prova dell’impegno e della costanza posti dall’altro partner all’interno della relazione. O ancora il “tradito”, dopo aver avuto prova del grande pentimento, potrebbe diventare ancora più fiducioso di prima nei confronti della relazione. Insomma, a volte il tradimento può essere in grado di rafforzare la coppia. Grazie ad esso infatti entrambi i partner possono comprendere cosa è davvero importante nella relazione, oltre alla possibilità di guadagnare una visione più realistica del proprio partner. Il tradimento infatti ci mette di fronte al fatto che, a volte, è necessario vedere le persone (ed il mondo) in modo diverso. Il tradimento può condurre inoltre a migliorare la comunicazione nella relazione. Dato che non è possibile cancellarlo, quello che la coppia può fare una volta di fronte al tradimento è provare a considerarlo un’occasione di crescita.

Il perdono: le sorti della relazione ad un bivio (ma può generare sollievo).

La persona tradita è più propensa a perdonare se il traditore offre scuse sincere e realmente sentite. Le scuse infatti possono permettere di lasciar andar via l’odio e la rabbia, emozioni che facilmente possono intervenire a seguito di un tradimento. Al contrario, un atteggiamento difensivo (se non addirittura ostile) da parte del traditore porta quasi sempre al diniego del perdono (e alla conseguente rottura della relazione, Fitness, 2001).

A conciliare il perdono possono intervenire anche pratiche meditative come la mindfulness, grazie alla quale infatti è possibile concedersi di vivere anche le sensazioni e emozioni più negative (Johns et al., 2018) e vedere le cose da un altro punto di vista. Anche il perdono stesso può inoltre condurre a dei benefici: secondo uno studio di Hannon e colleghi (2010) il perdono è in grado di ridurre la nostra sofferenza, anche quando non equivale per forza alla riconciliazione con il proprio partner. Nonostante il perdono, ristabilire la relazione è un duro lavoro in cui entrambi i partner devono mettere impegno ed energia.

Sono stato tradito/a. Cosa posso fare ora?

La scelta sui passi da prendere a seguito di un tradimento è, da parte della “persona offesa”, una scelta del tutto personale. Non è possibile infatti definire giusta o sbagliata qualsiasi decisione presa a riguardo. Capire se si desidera chiudere piuttosto che “ricucire” la relazione è il primo passo da fare.

Se ritieni che non sia possibile alcuna riconciliazione, cambia orizzonti senza però inutili (per te e per la coppia) recriminazioni. Costruisci piano piano una nuova normalità, con nuove convinzioni. Prenditi cura di te, del tuo corpo e della tua mente. Mano a mano che andrai avanti su questa strada, comincerai a sentirti più sereno/a e a vedere nuove possibilità e opportunità. Potrai apprezzare quanto forte sei. Se invece ritenete che la vostra relazione sia in grado di andare al di là di questo episodio e che ci siano cose più importanti per cui val la pena ricostruirla, in questo caso sarà utile stabilire nuove regole. E’ necessario rilevare ciò che finora nella coppia non ha funzionato, per evitare che si ripresenti.

Di seguito alcune riflessioni che possono esserti d’aiuto:
  • Per superare tradimento è necessario prima di tutto accettare il fatto che sia accaduto. Analizza quanto è successo: comprendere cosa non va nel rapporto è uno step imprescindibile per porre nuove basi di condivisione.
  • Evita l’autocondanna. Il tradimento va circoscritto: posto che possono esserci moltissime ragioni che hanno portato il partner ad agire in tal senso, il tradimento rimane sempre una scelta dell’altro. Circoscrivere le responsabilità è fondamentale per evitare di reinterpretare l’intera relazione alla luce del tradimento: rileggere infatti un’intera storia affettiva “a caldo” in seguito ad un tradimento altera fortemente i significati ed i valori che costituiscono la relazione.
  • Fai delle domande puntuali e dirette: la spiegazione di ciò che è successo è infatti necessaria per poter superare l’accaduto. Chiarire con trasparenza e onestà permette di evitare accuse non funzionali ed invece di comprendere, più utilmente, l’episodio e ciò che non ha funzionato.
  • Stabilisci dei limiti che non vuoi che si superino e degli standard secondo cui desideri essere trattato/a. Abbili sempre chiari in mente: qualora si verificasse nuovamente un episodio che non incontra questi standard, saprai che il tuo limite è stato superato. E potrai agire di conseguenza.
  • Infine: Abbandona l’illusione del controllo. L’istinto di controllare cellulare, mail e quant’altri dispositivi personali siano presenti è comprensibile alla luce della ferita subita. Tuttavia, se all’inizio può sembrare utile per alleviare la sensazione di paura, raramente questi comportamenti controllanti sono in grado di portare pace. Tutt’altro: questo trasformarsi costantemente in “detective” potrebbe arrivare a “consumarti”. Inoltre, anche con tutto l’impegno possibile, non è mai possibile avere il controllo sul comportamento degli altri. Per assurdo, abbandonare la tendenza al controllo significa guadagnare in auto controllo. Più che nel controllo, che è faticoso e porta l’altro a sentirsi costantemente esaminato, il consiglio è quello di investire sulla fiducia.
Referenze:

Blow, A. J., & Hartnett, K. (2005). Infidelity in committed relationships: A substantive review. Journal of marital and family therapy, 31(2), 217-233.

Gobin, R. L., & Freyd, J. J. (2014). The impact of betrayal trauma on the tendency to trust. Psychological Trauma: Theory, Research, Practice, and Policy, 6(5), 505.

Fitness, J. (2001). Betrayal, rejection, revenge, and forgiveness: An interpersonal script approach. Interpersonal rejection, 73-103.

Hannon, P. A., Rusbult, C. E., Finkel, E. J., & Kamashiro, M. (2010). In the wake of betrayal: Amends, forgiveness, and the resolution of betrayal. Personal Relationships17(2), 253-278.

Johns, K. N., Allen, E. S., & Gordon, K. C. (2015). The relationship between mindfulness and forgiveness of infidelity. Mindfulness, 6(6), 1462-1471.

Meyer, M. L., Williams, K. D., & Eisenberger, N. I. (2015). Why social pain can live on: Different neural mechanisms are associated with reliving social and physical pain. PLoS One, 10(6), e0128294.

Spikins, P. (2015). The geography of trust and betrayal: Moral disputes and Late Pleistocene dispersal. Open Quaternary.

Yao, S., Zhao, W., Cheng, R., Geng, Y., Luo, L., & Kendrick, K. M. (2014). Oxytocin makes females, but not males, less forgiving following betrayal of trust. International Journal of Neuropsychopharmacology, 17(11), 1785-1792.

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