La paura, l’ansia, il disgusto (e la sua forma più comune, quella del “fastidio”) sono alcune delle attivazioni emotive più comuni all’interno di una relazione di coppia, che sia in un momento di crisi o tensione o semplicemente nella convivenza di due persone diverse che non sempre sono pienamente compatibili.

Possiamo provare la paura di venire lasciati o abbandonati, l’ansia di non sapere cosa voglia il partner dalla relazione o in futuro, il fastidio per alcuni comportamenti che non riusciamo a comunicare senza pensare a qualche possibile rischio; in questi momenti il comportamento che viene più automatico è tanto semplice quanto distruttivo: l’evitamento.

L’evitamento può avere diverse accezioni; quella che ci interessa in questa occasione è l’evitamento come deresponsabilizzazione personale.

Evitamento come comportamento di deresponsabilizzazione personale

Lo attuiamo ogni qualvolta abbiamo già in testa la risposta e il comportamento maggiormente efficace; ma la previsione di effetti catastrofici ci fa optare per una soluzione intermedia (fuga, recriminazione, colpevolizzazione, ricatto, ecc.) o per il silenzio.

L’evitamento così inteso può sembrare una risposta efficace e utile, ma purtroppo spesso parte da motivazioni personali poco chiare e consapevoli. Alcuni possibili esempi:

  • paura dell’abbandono
  • difficoltà nella gestione dei conflitti
  • bassa autostima
  • esperienza passata di inefficacia
  • aspettativa sociale, famigliare e personale di dover far funzionare le cose
  • idee distorte su cosa significhi “relazione sana”

In un luogo di lavoro non dire al capo o ai colleghi cosa pensiamo davvero può essere una soluzione salvifica: con quelle persone dovremmo convivere, e non per piacere, spesso, e non peggiorare la situazione A VOLTE può essere una scelta saggia; all’interno della coppia è una falsa soluzione, in quanto segnalerebbe che il rapporto non è basato su fondamenta solide, ma la percezione del rischio è aumentata rispetto all’ideale di coppia.

Ovviamente non è un giudizio rispetto alla coppia in sé, ma la consapevolezza che all’interno della coppia stiamo portando una serie di paure, timori, ansie ed esperienze di cui possiamo non essere (o esserne parzialmente) consapevoli e che mantengono l’attenzione elevata e possono quindi costituire un grosso dispendio di energie.

Se dobbiamo proteggere la coppia dai nostri stessi desideri, pensieri e sensazioni che consideriamo spiacevoli, qualcosa su cui riflettere c’è di certo.

Partiamo da un semplice presupposto: le relazioni affettive possono essere molto intense e durature, ma non possiamo dare per scontato che debba essere per forza così, pena il rischio di evitare la delusione portandola però dentro di sé; “devo impegnarmi di più, accontentarmi e tacere perché potrebbe vedere che non valgo davvero la pena”: una relazione che contenga questo tipo di pensieri è fondata sul sacrificio e la sofferenza; non credo che qualcuno possa considerarlo un rapporto affettivo, ma una relazione di dipendenza affettiva, dove la perdita possibile non è quella della persona “amata” ma dell’identità che su di essa abbiamo artificialmente costruito.

Torniamo al punto: tutti noi siamo spinti ad evitare i conflitti e la sofferenza, ma nel tempo ho appreso un principio molto semplice ma molto efficace da tenere in mente: per un reale cambiamento della vita di una persona (ovviamente che lo desidera) la cosa più importante è imparare ad evitare l’evitamento!

L’evitamento infatti ha un effetto che già abbiamo conosciuto; e cioè

evitiamo la sofferenza e l’effetto è una temporanea sensazione di sollievo, ci sentiamo di essere liberi, di aver scampato il pericolo, ma, tranne in alcuni rari casi, questo timore si ripresenta e in quel caso sarà più forte di prima!

Questo effetto di rimbalzo è importante per imporci il cambiamentofinché non ci occupiamo del nostro dolore esso torna a farsi sentire, sempre più forte, reclama ascolto e non cederà… E questo porta spesso ad ascoltarlo dopo molti evitamenti, agendo in maniere estreme o molto diverse da come ci eravamo aspettati.

Nelle coppie evitare l’evitamento può passare attraverso diverse strategie, alcune che fanno riferimento a sé ed altre che necessitano di una condivisione.

Strategie per evitare l’evitamento

  • Mindfulness e accettazione; se ciò che evitiamo è portare dentro la coppia fastidi personali o difficoltà accumulate dall’esterno, prendersi cura di sé attraverso un approccio consapevole all’esistenza può depotenziare molto le sensazioni ed emozioni che ci appesantiscono e aiutarci a trovare un modo più adatto per condividere queste con l’altro;
  • Momenti di sfogo; se trovare il modo di depotenziare le cose non è possibile, bisogna condividere la necessità di trovare uno spazio, un momento, un contenitore per le cose che dobbiamo dire, dove astenerci dal giudizio e semplicemente ascoltare cos’ha da dire l’altro; un momento strutturato che non può essere allargato o spostato a piacimento di un membro della coppia, ma che rimane, nel bene e nel male, fisso per tutti e dove potersi dire “praticamente” ogni cosa;
  • Terapia di coppia; spesso ci troviamo a vivere un malessere e ogni tentativo sembra aver fallito; introdurre una terza persona, super-partes, può costituire una svolta. Una persona che senza giudizio e con competenza possa portare ad un ascolto reciproco e alla condivisione e comprensione di aspetti della vita di coppia che, almeno in una fase iniziale, rischiano di diventare un tornado per la relazione; i punti precedenti possono essere proposti all’interno di una terapia di coppia, quindi se non si riesce ad attuarli da soli possono essere tema di discussione in terapia.

 

Evitare le sofferenze, discussioni, tensioni produce un momentaneo senso di benessere, ma in una relazione che prevede un rapporto costante e stretto è evidente che non possa esser prolungato per sempre, un po’ come accade per le menzogne e le promesse: mantenerle per sempre costa tantissima fatica, vale davvero la pena trascorrere la vita di coppia così?

Bibliografia

Lawson, N. (1993). Vincere i conflitti. Come evitare e superare le incomprensioni in famiglia, con i colleghi, tra amici. Piemme ed.

Gottman, J., Silver, N. (2013).  Intelligenza emotiva per la coppia. Rizzoli ed.

Beck, A.T. (1990). L’amore non basta. Casa editrice Astrolabio. Ubaldini Editore

Persone foto creata da wayhomestudio – it.freepik.com