Le persone non-binary sono tutt* coloro che non si identificano pienamente o esclusivamente con uno dei due poli del binario di genere maschile – femminile (Richards, Bouman & Barker, 2016).

Benché in numerose culture il genere sia da sempre inteso come non binario (Herdt, 1993) e nella stessa cultura nostrana vi siano esempi di modalità non binarie di esperire il proprio genere (si pensi ad esempio ai femminielli napoletani) è in epoca recente che nella cultura occidentale ha cominciato a farsi spazio l’idea di genere come dimensione, all’interno della quale è possibile situarsi in diversi punti. Così, un numero crescente di persone ha la possibilità di identificarsi, descriversi o riconoscersi come non binaria.

Stime recenti indicano che 1 persona su 250 in UK si dichiara esplicitamente non binaria (Titman, 2014) e che in Europa le persone non binarie arriverebbero al 5-7% della popolazione generale (Richards et al., 2016). In Italia, la maggioranza delle persone in transizione di genere si identifica non binaria (Valerio et al, 2017). Anche se tecnicamente tutte le persone non binarie ricadono sotto il grande ombrello transgender, infatti, non tutte si identificano in questo modo.

Le persone non binarie non hanno problemi di identità, né difficoltà con sé stesse o con il proprio genere; tuttavia, incontrano difficoltà in un mondo costituito secondo un’idea di genere binario, dominato da aspettative eteronormative e cisnormative. Questo rende particolarmente difficile la loro identificazione e la stima della loro prevalenza, da un lato, e dall’altro facilita la presenza da emotività negativa e alti livelli di stress: spesso queste persone non vengono prese sul serio e vengono definite semplicemente confuse, forzatamente anticonformiste, o addirittura patologiche.

La mancanza di educazione e di informazione è una delle maggiori cause di stigma, discriminazione e isolamento delle minoranze sessuali, contribuendo al noto fenomeno del minority stress. Questo apre la porta a numerose possibilità ma anche a una serie di criticità, come ad esempio la mancanza di una educazione rispetto ai temi del genere negli operatori sanitari, negli educatori, nella popolazione generale stessa. Con l’aumento delle possibilità di riconoscersi e identicarsi come non-binary, sembra cruciale che queste mancanze vengano messe a tema e colmate. Di seguito trovi alcune semplici indicazioni, elaborate da Barker e colleghi (2017) per migliorare i modi con i quali istituzioni scolastiche e educatori possono accogliere, validare e proteggere le persone non binarie.

Informazioni demografiche

  • Inserire almeno una terza opzione nei questionari che richiedono di indicare le generalità rispetto al genere;
  • Fornire la possibilità di inserire un nome non riconosciuto a livello anagrafico, se la persona lo preferisce o lo ritiene proprio, come nel caso del libretto alias universitario;
  • Fornire la possibilità di indicare i propri pronomi, che potrebbero differire da quelli attesi

Spazi di genere

  • Fornire la possibilità di avere bagni neutri, senza indicazione di genere
  • organizzare spogliatoi e spazi divisi secondo un singolo genere perché siano accoglienti anche per gli utenti non-binary, o rimuovere laddove possibile le divisioni stesse

Visibilità

  • Assicurarsi che materiali informativi e pubblicitari mostrino utenza variegata, con numerose identità e intersezionalità;
  • Assicurarsi che i materiali divulgativi non contengano termini e linguaggio esclusivi delle utenze non binarie (ad es: “uomini e donne”, “sesso opposto”);

Educazione e training

  • Fornire educazione e formazione ai superiori, ai coordinatori e alle figure di riferimento perché possano aiutare e correggere lo staff in direzione di una inclusività e accoglienza delle persone non binarie;
  • Assicurarsi che il materiale delle lezioni non preveda attacchi, aggressioni o insulti alle persone non binarie;
  • Assicurarsi che tutti i corsi con una declinazione di genere garantiscano pieno accesso alle utenze non binarie;
  • Fornire training specifico per lo staff scolastico;
  • Organizzare eventi, corsi, momenti formativi sull’inclusività e sulla parità dei diritti e dei valori di ogni identità;

Linguaggio

Esistono molti termini diversi utilizzati da queste persone per descrivere il modo in cui si sentono: è un linguaggio in continua e rapida evoluzione, che spesso confonde le persone che non si riconoscono in queste categorie. Tuttavia, esse non sono necessariamente etichette da leggersi alla lettera, ma modi che le persone non binarie cercano per ritagliarsi un posto all’interno di un contesto culturale che non ne contempla l’esistenza. Il linguaggio occidentale, dispositivo culturale con il quale vengono veicolati e diffusi i significati del contesto di riferimento, non offre a queste persone la possibilità di descriversi e di conseguenza, di fatto, di esistere: tentativi di creare un linguaggio che contempli le esperienze di sé è il modo con il quale affermare la propria esistenza.

  • Educare il personale all’utilizzo del giusto nome e pronome;
  • Rendere l’esplicitazione dei propri nomi e pronomi una pratica diffusa, naturale, e condivisa;
  • Utilizzare declinazioni di genere neutro quando non certi del genere della persona cui ci si rivolge;
  • Evitare di utilizzare un linguaggio esclusivo delle identità che non si situano in corrispondenza dei poli del genere M/F (“signore e signori”, ecc..).

Se sei una persona non binaria e pensi di voler ricevere una consulenza psicologica, contatta uno dei terapeuti e sessuologi esperti in tematiche di genere che trovi nell’elenco di questo sito. Se sei un membro di una associazione o di una istituzione scolastica e vuoi implementare una formazione specifica per i colleghi o il personale, contatta uno dei nostri formatori.

Per ulteriori spunti e informazioni, puoi visitare:

  • Barker, M-J. & Lester, CN. (2015). Non-binary gender factsheet.
  • Beyond the Binary: ​co.uk
  • Non-binary Inclusion Project: nonbinary.co.uk
  • TMW (2014). Understanding non-binary people: A guide for the media. transmediawatch.org/Documents/non_binary.pdf​.

Bibliografia e sitografia

  • Herdt, G. H. (1993). ​Third sex, third gender. New York, NY: Zone Books.
  • Richards, C., Bouman, W. P., Seal, L., Barker, M. J., Nieder, T. O, & T’Sjoen, G. (2016). Non-binary or genderqueer genders.​ International Review of Psychiatry.
  • Richards, C. Bouman, W., & Barker, M. J. (Eds.) (2017). ​Genderqueer and Non-Binary Genders. Basingstoke: Palgrave Macmillan.
  • Barker, M-J.,Boukli, A.,Renz, F.& White, F.(2017). Non- binary staff and student guidance for highere ducation institution.