Una delle principali motivazioni per cui le vittime non denunciano la violenza, è il fatto di non essere consapevoli di subirla. Riconoscere un abuso del/della partner può non essere semplice. Le motivazioni sono diverse, e se di per sé è difficile comprendere di aver subito un abuso, per chi si trova in una relazione omosessuale può essere ancora più complesso. Le notizie di cronaca e le campagne di sensibilizzazione descrivono, nella maggior parte dei casi, uno scenario ben preciso: quello di un uomo fisicamente violento nei confronti della compagna. La scarsità di esempi alternativi fa sì che chi non si ritrova in esso – come le persone gay, lesbiche o bisessuali (LGB) – spesso non realizza di essere di fronte a un abuso.

Eppure la violenza può verificarsi in ogni tipo di relazione, al di là dei generi e degli orientamenti sessuali. Avviene anche tra partner LGB, con conseguenze tanto gravi quanto quelle che ricadono sulle persone eterosessuali. Per questo, accrescere la consapevolezza sulle forme di abuso nelle relazioni omosessuali può fare la differenza sulla possibilità di ricevere aiuto.

I nomi della violenza

Anche se spesso si sente parlare di violenza domestica, un’espressione più specifica per quella tra partner, e più adeguata a quell* LGB, è Intimate Partner Violence (IPV). Si riferisce a tutte le forme di abuso fisico, psicologico, emotivo e sessuale subite da una persona per mano del/della partner, attuale o precedente. L’espressione è preferibile perché non presuppone un criterio di convivenza, riferendosi a relazioni di varia natura (sessuale e/o romantica; occasionale o stabile, etc). Non sono solo i mariti a essere violenti: qualsiasi partner può attuare un abuso, a prescindere dal genere e dal legame con la vittima.

Quali sono le possibili forme di abuso?

L’IPV può manifestarsi in modi diversi, ma la dinamica che sta alla base è sempre la stessa: ottenere ed esercitare potere, attraverso il controllo sul/sulla partner.

Di seguito sono elencati alcuni esempi, non esaustivi della totalità delle casistiche, che possono contribuire a riconoscere i segnali di IPV:

Abuso psicologico o emotivo

Forse il più difficile da rilevare, tra le varie forme di violenza. Si accompagna spesso ad altre tipologie di IPV, e comprende:

  • screditamento e invalidazione delle emozioni: possono avere finalità manipolativa, mirata a squalificare: “Ma quale sofferenza, esageri sempre!”;
  • intimidazioni e minacce: di violenza fisica, di interruzione delle relazione, di outing sull’orientamento sessuale, sulla positività all’HIV, o altro;
  • coercizione: anche attraverso atteggiamenti paternalistici: “So io cosa è meglio per te”;
  • isolamento forzato: da familiari e amicizie, limitando la frequentazione e i contatti alla presenza o all’approvazione del/della partner;
  • mancato rispetto della privacy: accedendo a messaggi ed e-mail, controllando gli effetti personali, etc;
  • divieti e limitazione della libertà: possono essere mascherati come richieste, o associati a ricatti emotivi: “Non puoi vestirti così, metti in imbarazzo entramb*”.

Stalking

Include le attenzioni e i contatti ripetuti e indesiderati, che causano paura o preoccupazione per la sicurezza. Può accompagnarsi a minacce e danneggiamento di beni, e prevedere:

  • contatti virtuali: messaggi, telefonate, e-mail etc;
  • regali indesiderati;
  • controlli a distanza: tramite apparecchiature GPS, telecamere o pedinamenti;
  • altre violazioni della privacy.

Abuso economico

Consiste nello sfruttamento o nell’uso non autorizzato di beni o denaro. Può verificarsi attraverso:

  • controllo dei fondi personali: tramite accesso ai conti bancari senza autorizzazione, cessione di beni, intestazione di carte di credito o conti bancari, etc;
  • occupazione dell’abitazione: in assenza di un accordo e/o senza contributi al suo mantenimento;
  • acquisto forzato.

Abuso sessuale

Comprende qualsiasi attività sessuale o inerente la sfera sessuale per cui non viene dato consenso. Avviene:

  • quando il/la partner viene obbligat* tramite minacce, pressioni, o forza fisica;
  • quando il/la partner non è in grado di fornire il proprio consenso, perché incosciente o incapace di comprendere la natura o le modalità dell’attività.

Abuso fisico

Viene attuato per infliggere danno fisico. Può trattarsi di un’aggressione diretta o di qualsiasi forma di negligenza, tramite:

  • aggressioni fisiche: schiaffi, pugni, calci, spintoni, morsi, bruciature, etc;
  • punizioni fisiche: “Per come ti sei comportat*, è quello che meriti!”;
  • uso improprio di farmaci o sostanze: ostacolando o vietando l’assunzione di farmaci necessari, o somministrando farmaci/sostanze di nascosto o contro la volontà;
  • controlli e imposizioni sull’alimentazione: forzando a mangiare di più o di meno, rispetto a quanto desiderato.

Cosa cambia per le persone LGB?

 Le forme di abuso passate in rassegna possono verificarsi in tutte le relazioni intime. Ciò che cambia per le persone LGB è dovuto agli effetti del vivere in un contesto fortemente discriminante, sia per chi la violenza la attua, sia per chi la subisce. L’orientamento sessuale può essere utilizzato come minaccia (outing), essere motivo di offesa, o accentuare l’isolamento. L’omo-lesbo-bifobia e l’eterosessismo, infatti, creano un terreno fertile per la violenza contro le persone LGB.

Essere parte di una minoranza, inoltre, può costituire un ostacolo alla denuncia. Le persone LGB possono temere che l’IPV sia screditata a causa di stereotipi e miti legati alla comunità, che generano convinzioni come quelle che:

  • si tratti di un semplice scontro alla pari, una lite tra partner, perché nella relazione non c’è un genere che prevale sull’altro;
  • le donne non possano essere fisicamente violente, e quindi che l’IPV non esista nelle relazioni lesbiche;
  • per gli uomini gay sia più semplice lasciare il partner, data la loro promiscuità e incapacità ad avere relazioni durature.

IPV: conoscerla, per riconoscerla

 Una delle strade più efficaci per contrastare gli ostacoli alla denuncia è accrescere la conoscenza sull’IPV. Il tema, già di per sé poco visibile, si circonda di ulteriore silenzio quando riguarda la popolazione LGB, a partire dal dibattito interno alla comunità stessa, che si è alimentato solo in tempi recenti. Sapere che non solo gli abusi accadono, ma che sono caratterizzati da ulteriori aggravanti e dinamiche uniche, è il primo passo per imparare a riconoscerli e farvi fronte.

 

Bibliografia

Basile, K. C., Black, M. C., Breiding, M. J., Chen, J., Merrick, M. T., Smith, S. G., . . . & Walters, M. L. (2011). The national intimate partner and sexual violence survey (NISVS): 2010 summary report. Atlanta (GA): National center for injury prevention and control, centers for disease control and prevention.

Hattery, A. J. (2009). Intimate Partner Violence. Lahnam (MD): Rowman & Littlefield Publishers.

Messinger, A. M. (2017). LGBTQ intimate partner violence: Lessons for policy, practice and research. Oakland (CA): University of California press.

Rollè, L., Giardina, G., Caldarera, A. M., Gerino, E., & Brustia, P. (2018). When intimate partner violence meets same sex couples: A review of same sex intimate partner violence. Frontiers in psychology, 9, 1506.